Perche’ si invecchia, le cellule staminali e il resto del nostro “equipaggio”

Continuando ancora con la nostra analogia fra il corpo umano e la nave da crociera, ci occupiamo nel dettaglio delle cellule staminali e in generale della popolazione di cellule.

In realta’ qualunque parte del corpo e’ fatta da cellule; le cellule sono i singoli elementi.

Sono un po’ come per una nave da crociera i singoli addetti, i singoli membri dell’equipaggio.

Una normale nave da crociera puo’ avere migliaia di addetti, nel corpo umano ci sono miliardi di cellule che costituiscono praticamente tutto.

Esattamente come i membri dell’equipaggio, ci possono essere quelli piu’ dinamici, quelli piu’ pigri, quelli piu’ giovani, quelli piu’ vecchi, quelli che hanno piu’ responsabilita’, il comandante (che magari non cambia mai) e gli addetti alle pulizie (che magari fanno una crociera e poi cambiano perche’ si stufano, perche’ vogliono fare altro), gli anziani che non si vogliono togliere di torno e spargono malelingue (sono le cellule senescenti) e tante altre situazioni del genere.

Esattamente come i membri dell’equipaggio hanno tanti ruoli diversi, anche le cellule non sono tutte uguali, ma fanno cose molto differenti.

Pensiamo per esempio alle cellule neurali, pensiamo ai neuroni del cervello: questi sono fermi li’, stanno in una struttura particolare e servono a trasmettere e memorizzare informazioni.

Altre sono sempre in movimento, trasportano ossigeno e altre sostanze importanti e sono quelle per esempio del sangue.

Cambiando la funzionalita’ cambia anche la durata di vita delle varie cellule, quindi cambiano i tipi di stress a cui sono sottoposte.

I globuli rossi del sangue non hanno una vita lunga, di solito durano qualche mese (tre o quattro), le cellule del cervello invece vivono praticamente per tutta la durata dell’esistenza dell’organismo.

Alcune altre cellule del corpo poi hanno un turnover, un ricambio, ancora piu’ veloce di quello del sangue: i leuocociti per esempio durano da cinque a sessanta ore.

Le cellule che producono la parte interna dell’intestino vengono completamente rimpiazzate ogni uno o cinque giorni.

Pensiamo a quelle dello stomaco: contiene degli acidi molto forti e degli enzimi che disgregano e distruggono e quindi vanno continuamente rimpiazzate.

Nel tratto gastrointestinale e’ lo stesso: c’e’ un rapido ricambio cellulare e questo e’ il motivo per il quale molte persone che fanno il digiuno prolungato, anche di diversi giorni, si accorgono che pero’ vanno in bagno ugualmente; sembra strano, visto che non si mangia niente.

L’effetto deriva dal fatto che una buona parte di quello che espelliamo con le feci sono cellule del tratto gastrointestinale che sono state “raschiate via”, si sono staccate; quindi questo e’ il motivo per cui si continua ad andare in bagno, anche se molto meno, pure se non si mangia praticamente nulla.

All’interno della bocca le cellule durano circa dieci giorni; le cellule della parte piu’ esterna della pelle, dell’epidermide, durano dai dieci ai trenta giorni; lo si vede chiaramente quando si ha una scottatura solare: e’ piu’ o meno il tempo che ci vuole perche’ la pelle torni normale.

Il tempo di rimpiazzo delle cellule dell’osso e’ di circa tre mesi.

Il corpo produce circa cento milioni di globuli rossi ogni minuto, il numero totale di globuli rossi in circolo e’ di circa trentamila miliardi; piu’ o meno si fanno cento miliardi di neutrofili ogni giorno.

Tutto questo viene prodotto all’interno del midollo osseo e quindi possiamo immaginarlo come una cosa estremamente attiva, ecco perche’ molte malattie vanno a colpire proprio quello.

Ricerche piu’ recenti hanno rilevato che certe cellule che si pensava che non venissero mai rimpiazzate (e quindi se avessero dei problemi, dei danni, questi sarebbero stati permanenti) sono in realta’ rimpiazzate, ma a velocita’ magari cosi’ basse che sono difficili da rilevare.

Per esempio il cuore: le cellule del cuore vengono rimpiazzate dallo zero virgola cinque fino ad un massimo del dieci percento ogni anno.

Anche la maggior parte dello scheletro, delle ossa, vengono rimpiazzate piu’ o meno del dieci percento ogni anno; le ossa dell’orecchio invece non lo sono mai e rimangono sempre li’ per tutta la vita.

Le cellule adipose, quelle del grasso, vengono rimpiazzate piu’ o meno all’otto per cento ogni anno; le cellule invece delle lenti degli occhi sono permanenti, quindi se hanno dei problemi tipo il Glaucoma o la Cataratta questi sono effettivamente difficili da recuperare.

E’ possibile, ma con una certa difficolta’.

Abbiamo detto che i neuroni, le cellule del cervello, praticamente sono eterni; sono sempre li’, ma anche quelle un po’ vengono rimpiazzate.

Le cellule del cervello tipicamente vengono rimpiazzate piu’ o meno all’un percento ogni secolo; tuttavia c’e’ una parte dei neuroni, quella dell’Ippocampo, soprattutto in un’area chiamata Giro Dentato, che hanno una velocita’ di rimpiazzo molto maggiore.

Si ritiene che il Giro Dentato contribuisca alla formazione di nuove memorie e questo quindi consenta di esplorare spazi nuovi e di imparare, per esempio, nuove tecniche; in quest’area c’e’ un veloce ricambio.

Il corpo umano produce circa settecento nuovi neuroni dell’Ippocampo tutti i giorni, di conseguenza il turnover, il ricambio annuale, e’ di circa il due percento.

Nel cervello poi ci sono anche delle cellule che non sono neuroni; sono cellule di supporto e hanno un tasso di ricambio del tre/quattro percento annuale.

Il problema e’ che queste cellule neurali pero’, specie quelle del cervello attive, sono molto attive: non possono mai praticamente ricambiarsi, ma hanno un metabolismo molto elevato, utilizzano grandi quantita’ di glucosio, di zucchero, e di ossigeno.

Come abbiamo visto, un grande consumo di ossigeno vuol dire una grande produzione di radicali liberi; i radicali liberi abbiamo visto che attaccano e distruggono per esempio i lipidi, i grassi e anche il DNA e le proteine; il cervello ha una grande concentrazione di lipidi e quindi ha dei problemi di attacchi ossidativi.

Il cervello nel funzionare, nell’essere reattivo e brillante, si autodistrugge, in un certo senso; quindi c’e’ una continua perdita di neuroni: quando si arriva ad avere ottant’anni si avra’ circa un quindici per cento di diminuzione del peso del cervello e piu’ o meno una riduzione del venti percento nel flusso di sangue del cervello stesso.

Quindi c’e’ un declino delle funzioni cognitive, una progressiva riduzione della capacita’ uditiva, una riduzione della velocita’ e della capacita’ motoria, una riduzione della potenza muscolare e difficolta’ nel mantenimento della postura e della camminata.

Tutto questo puo’ essere prevenuto con i trattamenti antiage, quindi prima si parte con i trattamenti anti-invecchiamento e prima e piu’ a lungo si rallenta questo processo piu’ o meno inevitabile che pero’ e’ molto deleterio ed e’ difficile poi da ribaltare.

Per quanto riguarda le ossa e’ come se avessimo due squadre: una che costantemente smantella le parti danneggiate della nave e un’altra che costantemente ne costruisce di nuove.

Gli osteoclasti sono quelli che smantellano le cose vecchie dell’osso e riciclano i componenti, gli osteoblasti sono quelli che prendono queste pezzi e costruiscono parti nuove di osso.

In un certo senso il nostro scheletro e’ in continua fase di modellazione, di ristrutturazione; il problema dell’invecchiamento e’ che questo bilanciamento fra i distruttori e i costruttori comincia a non essere piu’ cosi’ efficace e quindi lo scheletro, le ossa in generale, perdono robustezza e integrita’.

Praticamente succede che viene smantellato molto di piu’ di quello che viene ricostruito; c’e’ una diminuzione della densita’ delle ossa e un indebolimento dell’infrastruttura del collagene; anche la mineralizzazione, cioe’ la quantita’ di minerali presenti nelle ossa, si riduce.

Di conseguenza piu’ si diventa vecchi e piu’ si e’ suscettibili, si e’ a rischio di avere rotture delle ossa e queste rotture ci mettono piu’ tempo a guarire.

Nelle donne, specialmente nella menopausa, questa perdita di integrita’ strutturale delle ossa accelera moltissimo.

Si ritiene che questa perdita nella capacita’ strutturale delle ossa sia dovuta ad una riduzione del numero degli osteoblasti, i costruttori delle ossa; queste cellule vengono prodotte a partire da cellule staminali mesenchimali la cui funzione diminuisce con l’eta’.

Ci sono anche altri motivi per cui le ossa diventano piu’ fragili con l’eta’, ma si ritiene che questa sia la motivazione principale.

In tutti questi tipi di attivita’ quello che si vede e’ che il corpo necessita di una costante produzione di nuove cellule che possono avere anche una vita breve quindi c’e’ come una catena di montaggio sulla nave che produce delle cose che magari durano poco (tipo gli asciugamani di carta) e queste vengono tutte prodotte dalle cellule staminali, che hanno una vita invece lunghissima e di cui c’e’ una riserva in ogni tessuto.

Parliamo poi delle cellule del grasso, le cellule lipidiche: tutti sappiamo dove si accumula il grasso, sappiamo gli effetti che ha e in occidente c’e’ una specie di costante guerra contro gli accumuli del grasso.

Sono come i personaggi dell’equipaggio che sono li’ a coordinare gli altri, tendono ad accumularsi, tendono a non servire sul lungo termine a molto, ad essere troppi, pero’ un certo ruolo ce l’hanno, bisognerebbe cercare di ridurli e invece loro tendono ad aumentare sempre.

Le cellule del grasso tuttavia non sono nate per creare problemi, sono nate in un’epoca in cui la quantita’ di energia disponibile, il cibo, non era costante, non era cosi’ facile trovare da mangiare tutti i giorni e quindi era necessario avere un sistema per mettere da parte, per stoccare energia per i tempi di vacche magre; questo e’ stato proprio il grasso.

Il grasso ha una grande capacita’ di immagazzinare energia e questa energia ha una grande capacita’, grazie al grasso, di essere tirata fuori e rapidamente riutilizzata appena necessaria.

Il problema e’ che, come abbiamo visto, la dieta e’ molto cambiata, la civilta’ si e’ evoluta e non rischiamo piu’ la fame tutti i giorni; quindi i depositi di grasso diventano eccessivi rispetto a quello che erano in passato.

La quantita’ di cellule di grasso che sono presenti in ogni organismo viene definita piu’ o meno attorno ai vent’anni e pressapoco questo numero rimane costante poi per tutto il resto della vita.

Questo numero pero’ non e’ costante attraverso le persone: ogni persona ne ha un quantitativo differente.

Se i bambini li si fa diventare obesi da piccoli e lo sono verso i vent’anni, alla fine poi da adulti avranno moltissime cellule di grasso e quindi e’ molto probabile che saranno sovrappeso e dovranno lottare tutta la vita contro questo tipo di problema dell’obesita’ o del sovrappeso estremo, perche’ alla fine il numero di cellule di grasso generate attorno ai vent’anni non diminuisce mai; possono sgonfiarsi, ma sono sempre li’, pronte a gonfiarsi di nuovo.

L’unico modo per ridurre veramente il numero di cellule di grasso e la liposuzione, un meccanismo con il quale si infilano delle cannule e vengono succhiate via fisicamente, meccanicamente, queste cellule: allora si’ che il numero puo’ essere fatto diminuire, altrimenti non c’e’ altro modo.

Essenzialmente le cellule di grasso sono come dei palloncini: possono aumentare o diminuire; e’ come se fossero questi personaggi che girano per la nave che hanno uno zaino e questo puo’ essere riempito o puo’ essere svuotato a seconda se bisogna mettere da parte della roba o questa roba deve essere tirata fuori per essere utilizzata.

La quantita’ di membri dell’equipaggio con lo zaino in spalla e’ sempre quella, nessuno se ne va, nessuno sale sulla nave e nessuno scende; questo non vuol dire che non ci si anche qui un turnover: piu’ o meno il dieci per cento delle cellule di grasso viene rimpiazzata ogni anno, con lo stesso numero purtroppo.

Altre cellule importanti sono quelle del Pancreas.

Il Pancreas e’ un organo molto importante che non e’ cosi’ considerato, ma ha un grande ruolo perche’ produce l’Insulina.

L’Insulina viene prodotta in cellule di tipo beta e la mancanza di funzionamento di queste cellule causa il Diabete, una malattia veramente grave che e’ fra quelle che riducono la durata della vita.

L’Insulina e’ una sostanza molto importante ed e’ necessaria per trasportare il Glucosio e lo zucchero dentro qualunque altra cellula; fa un po’ da portiere e decide cosa entra e cosa no dalle “porte di accesso” della cellula stessa.

Senza l’Insulina le cellule non hanno possibilita’ di essere alimentate e quindi semplicemente muoiono di fame mentre nel frattempo il Glucosio e lo zucchero continua a circolare e a creare problemi; crea l’AGE, come abbiamo visto, e un sacco di altre cose che non vanno per niente bene.

La mancanza di Insulina e’ un grave problema di tipo sistemico che colpisce tutto l’organismo.

Anche le cellule del Pancreas sono decise piu’ o meno attorno ai vent’anni, quindi sono molto simili alla fine a quelle neurali; anche quelle del Pancreas devono vivere tutta la vita e continuare a produrre quello che fanno, l’Insulina, perche’ non possono esserne create di nuove; piu’ o meno si cerca di far funzionare quelle che ci sono.

Se si richiede un’eccessiva attivita’ perche’ c’e’ troppo zucchero circolante, ad un certo punto queste cellule possono “gettare la spugna”: nasce il Diabete.

Abbiamo quindi tre tipi di cellule: quelle che hanno una vita molto rapida, durano poco, hanno un’attivita’ frenetica e poi vengono rapidamente rimpiazzate.

Ci sono poi cellule intermedie che stanno per un periodo piu’ lungo, magari anche per anni, e il cui rimpiazzo e’ lento, ma e’ comunque necessario.

Dopodiche’ c’e’ un terzo tipo: le cellule che hanno una vita praticamente eterna, per tutta la durata dell’organismo.

Il tipo tre, cioe’ quelle che durano per tutta la vita dell’organismo, hanno alcune caratteristiche peculiari: innanzitutto sono stazionarie, quindi non se ne vanno in giro e hanno bisogno di avere un sistema che fornisca loro l’alimentazione e l’ossigeno costantemente; quindi richiedono un sistema cardiocircolatorio, un sistema di vene e di arterie e un cuore molto efficace, che sia in grado di pompare sangue che arrivi a tutte queste cellule, le alimenti e porti via le sostanze di scarto; un sistema che porti ossigeno, porti via l’anidride carbonica e cosi’ via.

Queste cellule poi hanno da combattere tutta la loro vita con lo stress ossidativo, con i radicali liberi, e questo produce danni continui; non potendo essere rimpiazzate da altre nuove devono autoripararsi il piu’ possibile.

Il problema e’ che qualche errore puo’ sempre capitare: errori nel DNA o errori nella produzione delle proteine e sul lungo termine quindi c’e’ una sofferenza di queste cellule; in piu’ si accumulano prodotti di scarto e non tutti possono essere riciclati, come abbiamo visto; quindi si produrranno Lipofuscine che si accumuleranno (come fosse immondizia che non si riesce a buttare via) e ad un certo punto diventeranno completamente intasate da questo e questo pure fa si’ che non funzionino piu’.

Sul lungo termine quindi queste cellule o smettono di funzionare o muoiono e siccome non ci sono rimpiazzi devono durare per sempre; questo produce una riduzione della funzionalita’ dell’organo nel quale si trovano, per esempio il cervello.

C’e’ un’altra categoria di cellule che durano praticamente per tutta la vita dell’organismo e queste cellule sono le cellule staminali: sono un po’ come le cellule neurali, sono come i neuroni; non se ne vanno in giro richiedono un ambiente molto specializzato e molto ben alimentato, in cui possono arrivare nutrienti, e devono poter stare a riposo, in “ibernazione”, anche per un lungo periodo di tempo, quando non sono necessarie.

Le cellule staminali essenzialmente sono cellule che hanno una vita lunga e sono indifferenziate, cioe’ non sono diventate esattamente la cellula finale che serve per una specifica funzione e possono produrre delle cellule che invece diventano poi differenziate, quindi sono un po’ come dei “fornitori” di nuove cellule, come fossero un sistema di stampante 3D che e’ in grado di stampare, a partire da un filo di plastica indifferenziato, diversi tipi di pezzi che servono poi per tutta la nave.

Le cellule staminali producono una quantita’ teoricamente infinita di nuove cellule definitive che possono poi svolgere un ruolo specifico, quando serve.

Una cosa importante che devono anche fare e’ di proteggersi dall’avanzare del tempo, dell’eta’, e questo tipo di protezione cellulare ha diverse caratteristiche.

Per cominciare queste cellule hanno la capacita’ di fermarsi, di congelarsi, essenzialmente un po’ come si e’ visto nei film di fantascienza: ci sono queste astronavi che fanno viaggi anche lunghissimi e quindi l’equipaggio si iberna, viene messo in stasi e viene tirato fuori, scongelato, solo quando deve fare qualcosa di utile per l’astronave.

Quindi diventano quiescenti: il metabolismo di queste staminali in questo caso si spegne quasi del tutto, non richiede energia e quindi non produce anche tutta una serie di effetti negativi come appunto i radicali liberi.

Quando succede questo i Mitocondri delle cellule staminali cambiano di forma e producono molta molta meno energia, quindi producono meno radicali liberi e il DNA della cellula e’ piu’ protetto perche’ ha meno insulti, meno attacchi.

Quando deve essere riattivata la cellula staminale una delle prime cose che fa e’ di riaccendere i Mitocondri e produrre l’energia necessaria.

Come abbiamo visto la diminuzione di Niconammide Adenina Dinucleotide, del NAD, con l’avanzare dell’eta’ riduce la disponibilita’ di energia e si e’ visto che riduce anche la possibilita’ di riattivare le cellule staminali; in un certo senso queste rimangono dormienti se non c’e’ il NAD e non sono in grado quindi di produrre nuovi pezzi: cominciano a mancare pezzi in giro per la nave, nel nostro corpo, e questo e’ gravissimo.

Il fatto che stiano inattivate non soltanto fa si’ che siano pronte ad essere riattivate quando serve, ma riduce tantissimo la possibilita che abbiano delle mutazioni e quindi sviluppino il cancro.

E’ una cosa molto simile a quella che si vede nei semi delle piante: un seme di pianta puo’ essere secco, puo’ stare li’ anche per anni ed e’ pronto a riattivarsi quando in primavera viene piantato in un terreno fertile e bagnato dalla pioggia.

C’e’ poi un’altra forma di protezione cellulare che e’ l’enzima Telomerasi.

Abbiamo visto che i Telomeni sono queste lunghe sequenze di DNA alla fine dei cromosomi che servono a tenerli insieme, un po’ come quei terminali in plastica delle stringhe delle scarpe che fanno si’ che non si sfilacci tutta la stringa.

I Telomeri sono una cosa molto importante: ogni volta che il DNA e’ copiato per una suddivisione cellulare, questa parte del DNA, i Telomeri, diventa piu’ corta; alla fine diventa troppo corta e quando questo succede la cellula non e’ piu’ in grado di suddividersi.

Per una cellula staminale la impossibilita’ di dividersi ulteriormente va a far si’ che non serva proprio a niente, perche’ essa serve solo a generare nuove cellule.

Quindi le cellule staminali producono qualcosa di molto speciale che e’ l’enzima Telomerasi che e’ capace di aggiungere delle basi, dei pezzi di DNA alla fine di questa catena all’estremita’ dei cromosomi.

La Telomerasi e’ del tutto assente o ce n’e’ veramente poca nella maggior parte delle cellule somatiche, cioe’ quelle definitive dell’organismo.

La Telomerasi, come tutte le cose utili della vita, con l’eta’, con l’invecchiamento, va diminuendo.

Le cellule staminali stanno in una specie di stato di ipossia, cioe’ non hanno abbastanza ossigeno per poter lavorare normalmente; ne hanno meno del cinque percento, tanto di meno delle altre; questo fa si’ anche di tenerla appunto costantemente spente.

Quando arrivano dei segnali biochimici nell’ambiente della cellula staminale questa si attiva molto rapidamente e riesce a generare una grande quantita’ di nuove cellule definitive.

La maggior parte delle staminali si trova all’interno del midollo osseo e qui la loro quantita’ e la loro attivita’ cambia in modo drammatico, ci sono forti variazioni controllate da meccanismi che non comprendiamo completamente, ma che sono estremamente efficaci.

Le cellule staminali sono comunque sempre poche rispetto alle altre: all’interno del midollo osseo piu’ o meno ci sono da due a cinque cellule staminali ematopoietiche ogni circa cento o piu’ cellule del midollo osteo.

Dove si nascondono le cellule staminali?

Hanno questi loro luoghi, in cui stanno li’ e aspettano di essere attivate, praticamente in qualunque punto, in qualunque tessuto del corpo; come dicevamo la maggior quantita’ si trova all’interno del midollo osseo, ma ce ne sono anche nel fegato, nel cervello, nel grasso in generale, nell’intestino e anche nei follicoli dei capelli.

I sistemi che le cellule staminali hanno sviluppato per evitare di danneggiarsi e di modificarsi troppo nel tempo sfortunatamente non e’ che funzionino proprio sempre.

L’invecchiamento e’ dato prevalentemente dall’invecchiamento delle cellule staminali nei tessuti e chiaramente questo invecchiamento e’ determinato da quanta attivita’ si richiede alle cellule staminali stesse, quindi e’ molto di piu’ nei tessuti che hanno un turnover, un ricambio, molto piu’ rapido.

Cosa succede quindi col passare del tempo?

Il numero totale di cellule stamina disponibili funzionanti diminuisce, la capacita’ di differenziazione e quindi la quantita’ e il numero di diversi tipi di cellule definitive che possono essere prodotte dalle cellule staminali declina.

Quindi per esempio le cellule mesenchimali staminali hanno meno capacita’ di produrre delle cellule osteogeniche, cioe’ che producono nuovo osso, o condrogeniche, che producono cartilagine nuova.

Cosa fanno? diventano cellule del grasso.

Col tempo anche la capacita’ delle cellule staminali di riparare i danni al proprio DNA diminuisce, c’e’ una riduzione dell’attivita’ della Telomerasi e della capacita’ di produrre proteine che siano conformate in modo corretto e si assemblino in modo corretto, quindi si producono aggregazioni tossiche e sbagliate di proteine che sono danneggiate e che creano altri danni all’interno della cellula e anomalie nel funzionamento della stessa.

Come abbiamo visto ci puo’ essere la Deriva Epigenetica.

L’Epigenetica riguarda questi marcatori che sono lungo la catena del DNA e gli Istoni, i rocchetti su cui e’ avvolto.

Questa Deriva Epigenetica puo’ essere diversa per diverse cellule staminali dello stesso tipo e questo produce un effetto che e’ chiamato Mosaicismo Epigenetico: alcune funzionano meglio, alcune funzionano meno bene; alla fine non sono in grado di fare questo lavoro tutte insieme nello stesso modo e producono quindi una non regolare generazione di nuovo tessuto e questo alla fine puo’ produrre anche il cancro.

C’e poi l’infiammazione sistemica: abbiamo visto che l’infiammazione produce invecchiamento e questa va a colpire le cellule staminali anche se sono dormienti, quindi nella loro nicchia ecologica, nel loro piccolo spazio.

Se arrivano fattori infiammatori in quantita’ esagerate le cellule staminali ne patiscono anche se sono in fase di stasi, per questo bisogna combattere l’infiammazione in ogni modo possibile.

In generale il declino della capacita’ funzionale e della integrita’ genetica delle cellule staminali adulte e’ visto come il fattore principale nel declino della funzionalita’ di mantenimento dei tessuti e nell’aumento della formazione del cancro durante l’invecchiamento.

Come si puo’ fare ad aiutare queste cellule staminali che sono del tutto fondamentali?

Innanzitutto bisognerebbe mantenere una salute generale migliore possibile, poi bisogna fare in modo di fornire loro tutti i nutrienti che servono, anche i micronutrienti, cioe’ quelli in piccolissime quantita’, ma che sono molto importanti.

C’e’ una tendenza ad assumere trattamenti tipici prenatali delle donne incinta anche se non si e’ donne incinta o bambini appena nati.

Perche’?

Perche’ la produzione costante di nuove cellule e’ molto simile alla produzione di un feto, di un bambino, e quindi questo tipo di micronutrienti sarebbe utile che fosse fornito al di la’ della fase della gravidanza.

Si puo’ aumentare l’attivita’ della Telomerasi, come abbiamo visto per esempio con l’Astragalo.

Ci sono poi fattori importanti nello stile di vita per la Telomerasi, quindi bisognerebbe fare piu’ esercizio fisico, fare una dieta corretta, magari anche meditazione.

Come abbiamo visto per proteggere questo ambiente delle cellule staminali la cosa piu’ importante e’ fermare l’infiammazione cronica; abbiamo visto una quantita’ enorme di sostanze che possono fare questo: quasi tutto cio’ di cui parliamo che e’ antiage, antiinvecchiamento, combatte l’infiammazione.

Dopodiche’ bisognerebbe migliorare il funzionamento dei Mitocondri; abbiamo visto varie tecniche con le quali questo puo’ essere fatto: abbiamo visto il Resveratrolo, abbiamo visto il NAD e abbiamo visto che questo ha effetti molto importanti sul mantenimento di questo stato efficiente dei Mitocondri all’interno delle cellule staminali.

Bisognerebbe migliorare e stimolare l’Autofagia perche’ questo sistema di riciclaggio, che distrugge e ricicla gli organelli che sono danneggiati e sono vecchi, e’ molto importante.

Diventerebbe poi importante fornire nuove cellule staminali: si e’ visto per esempio, con le ricerche dei fattori Yamanka, che e’ possibile prendere cellule somatiche, definitive, del corpo e farle tornare indietro fino a livello di cellule staminali.

Uno dei trattamenti piu’ promettenti che saranno disponibili negli anni trenta sara’ quello di generare cellule staminali con i fattori Yamanaka e poi infonderle all’interno del midollo osseo dove andranno a “rimpolpare” le truppe di cellule staminali disponibili.

Le cellule staminali poi entrano in gioco quando chiaramente le cellule gia’ esistenti muoiono; questo tipo di cosa capita normalmente o per danni che sono stati subiti o per quella che e’ chiamata Apoptosi, cioe’ il suicidarsi delle cellule che sono arrivate alla fine della vita operativa.

Molte cellule non procedono con l’Apoptosi e diventano cellule senescenti: abbiamo visto che occupano spazio, sono molto negative e continuano a produrre attorno a se’ fattori negativi che fanno diventare senescenti anche altre cellule, quindi e’ importante per l’antiinvecchiamento rimuovere le cellule sunescenti per far si’ che le cellule staminali rimpiazzino i “buchi” che queste lasciano.

Rimuovere le cellule senescenti puo’ essere fatto assumendo sostanze che sono chiamate Senolitici: una di queste per esempio e’ la Quercetina.

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