Il nome Eva Mitocondriale è quello dato alla più recente antenata madre lineare comune di tutti gli esseri umani viventi.
È una donna vissuta circa 150.000-200.000 anni fa in Africa e non è l’unica donna che vivesse a quel tempo, ma è unica perché il suo DNA Mitocondriale, che viene trasmesso esclusivamente da madre a figlio e così via, è sopravvissuto intatto per migliaia di generazioni.
Questo concetto ha radici genetiche, non mitologiche; l’idea è emersa negli anni ’80, quando i ricercatori dell’Università della California, Berkeley, hanno analizzato il DNA Mitocondriale di persone in tutto il mondo.
Questo rivoluzionario studio del 1987, pubblicato su Nature, ha rilevato che tutto il DNA Mitocondriale umano poteva essere ricondotto ad una singola donna africana che è stata chiamata quindi Eva Mitocondriale.
Perché è importante?
Il DNA che abbiamo, quello che sta nel nucleo detto DNA nucleare, viene ereditato da entrambi i genitori e viene chiaramente mescolato da una generazione all’altra.
Il DNA dei mitocondri, invece, viene trasmesso quasi invariato dalla madre a tutti i figli e questo lo rende un potente strumento per tracciare l’ascendenza materna.
Il genoma del DNA Mitocondriale è piccolo ha 16.569 coppie di basi e 37 geni e, con l’immigrazione e la formazione di nuove popolazioni, questo DNA Mitocondriale si è diversificato in linee evolutive che sono note come aplogruppi, ma tutte possono ancora essere ricondotte alla nostra fantastica Eva, la nostra super bisnonna!
Questa scoperta supporta il modello delle origini umane tipico della mia Africa e mette in luce come tutti gli esseri umani moderni, indipendentemente dalla razza, dalla posizione geografica, condividano un antenato materno comune situato in un passato remoto.
Perché abbiamo parlato spesso dei mitocondri?
Perché hanno un ruolo molto importante nelle strategie antiage, per l’antinvecchiamento; i mitocondri sono un po’ le centrali energetiche delle cellule, come fossero dei generatori elettrici.
Abbiamo fatto nell’esempio della nave da crociera, quelli che fanno la corrente per tutta la nave; i mitocondri sono organelli fondamentali, sono presenti nelle cellule eucariote, quelle cioè anche del nostro corpo e sono responsabili della produzione di energia sotto forma di una molecola molto importante che è l’Adenosina Trifosfato, che in sigla si chiama ATP.
Si utilizza un meccanismo chiamato fosforilazione ossidativa; tuttavia il ruolo dei mitocondri va oltre la produzione energetica perché influenzano diversi processi chiave legati all’invecchiamento ed alla salute cellulare e hanno implicazioni significative per le strategie antiage.
I mitocondri sono essenziali per il metabolismo cellulare, ma con l’avanzare dell’età subiscono un declino delle loro funzioni e questo contribuisce all’invecchiamento ed alle malattie che sono correlate all’invecchiamento.
Questo declino è dovuto a diversi fattori, il primo di tutti è lo stress ossidativo, perché?
Perché i mitocondri producono molecole che si chiamano specie reattive dell’ossigeno o ROS; queste sono prodotte come sottoprodotto della respirazione cellulare.
Un eccesso di queste molecole può danneggiare il DNA Mitocondriale, le proteine ed i lipidi e questo accelera l’invecchiamento cellulare, è un po’ come se nella loro normale attività producessero delle pallottole che vengono sparate tutte attorno.
In più è possibile che ci siano delle mutazioni del DNA Mitocondriale, perché è più suscettibile alle mutazioni rispetto al DNA nucleare perché mancano gli istoni e cosa succede? Cosa sono gli istoni?
L’abbiamo visto spesso, sono dei rocchetti su cui il DNA è avvolto e tenuto ordinato e, inoltre, manca nei mitocondri anche diversa parte dei sistemi di riparazione cellulare, sono piuttosto limitati.
Quindi l’accumulo di mutazioni riduce l’efficienza nella produzione di ATP e compromette ancora una volta la funzionalità delle cellule.
Vi è poi una riduzione con l’età della biogenesi Mitocondriale; con l’età la capacità delle cellule di generare nuovi mitocondri, la biogenesi appunto, diminuisce e questo riduce il numero di mitocondri che sono funzionanti nella cellula.
Ci può essere poi una disfunzione anche della mitofagia: la mitofagia è il processo opposto, è quello di rimozione dei mitocondri che sono danneggiati e con l’età questa diventa meno efficiente e questo porta all’accumulo di organelli che sono non funzionanti, sono guasti.
Questi fattori per esempio contribuiscono ad un invecchiamento cutaneo visibile, con la perdita di collagene ed elastina; sono anche fondamentali per la riduzione della massa muscolare, chiamata sarcopenia e ci sono problemi in organi ad alta richiesta energetica come il cuore, il fegato e gli occhi.
Negli ultimi anni la ricerca si è concentrata sullo sviluppo di strategie per preservare la salute Mitocondriale come approccio per l’antinvecchiamento.
Ci sono interventi specifici, interventi sistemici per tutto l’organismo o legati allo stile di vita; per esempio ci sono molte molecole antiossidanti che hanno un effetto sulla salute Mitocondriale, l’ abbiamo vista in diversi video, il primo di tutti è il co-enzima Q10, che è un potente antiossidante presente nei mitocondri.
Il co-enzima Q10 ottimizza il trasporto degli elettroni nella catena di trasporto elettronico, quella che produce poi l’ ATP e riduce lo stress ossidativo, abbastanza usato in cosmetici anti età per stimolare la proliferazione dei fibroblasti e la produzione di collagene, questo migliora l’elasticità della pelle.
C’è poi il Resveratrolo, ne abbiamo parlato nel paradosso francese; il Resveratrolo è un polifenolo che attiva le sirtuine, che sono proteine con funzione antietà e protegge i cheratinociti, riducendo l’infiammazione e lo stress ossidativo.
Chiaramente il Resveratrolo è presente soprattutto nel vino rosso, ma una pasticca di resveratrolo ha l’equivalente di 90 lt di vino, non è che si possa berne così tanto, ci sono degli effetti negativi per altri motivi.
Ha un suo cugino, il Resveratrolo, che è il Pterostilbene, che ha meno effetti negativi di quelli del Resveratrolo, ma ha gli stessi effetti positivi.
C’è poi la N-acetilcisteina, che è un precursore del Glutatione, che è un antiossidante endogeno; questa riduce la perossidazione lipidica Mitocondriale e protegge quindi il DNA dei mitocondri.
Vi è poi un classico che è la vitamina C, che è nota perché ha un grande potere antiossidante, stimola la sintesi del collagene e protegge i mitocondri danni ossidativi.
C’è poi l’acido alfa-lipoico che è un antiossidante universale, agisce sia in ambienti idrofili che ipofili, quindi sia legandosi all’acqua che ai grassi; questo soprattutto rigenera antiossidanti come la vitamina C e il Glutatione e, quindi, è efficace nel ridurre l’invecchiamento generale dall’infiammazione.
Vi è poi in generale uno stile di vita per la salute mitocondriale, innanzitutto l’esercizio fisico, l’allenamento aerobico e di forza stimola la biogenesi mitocondriale, il numero di mitocondri non è costante, varia molto dinamicamente in base alla richiesta di energia.
Quindi, se c’è richiesta d’energia, per esempio con l’allenamento e lo sforzo muscolare, il corpo produce altri mitocondri e va a recuperare quelli danneggiati.
Studi dimostrano che l’allenamento con i pesi può aumentare la densità mitocondriale fino al 30% e poi la dieta: alimenti ricchi di antiossidanti come la frutta, la verdura, le noci o anche minerali come lo zinco ed il selenio, riducono lo stress ossidativo.
Ci sono poi i polifenoli e flavonoidi, che sono presenti nel the verde, ne abbiamo parlato ed anche nei frutti di bosco; questi supportano la funzione mitocondriale.
Poi c’è un trucco: l’esposizione al freddo ed al calore.
Gli studi su modelli animali mostrano che l’esposizione controllata a basse o alte temperature può stimolare la biogenesi Mitocondriale, attraverso l’attivazione di proteine specifiche e quindi per questo motivo stanno cominciando ad avere successo le criosaune, invece di fare la sauna calda si sta in un posto freddo.
C’è poi un altro discorso sulla salute degli occhi: qui i mitocondri hanno un ruolo importante, perché organi come la retina, che è quella che è la pellicola che abbiamo negli occhi, che è assimilabile alla pellicola di una macchina fotografica, quella su cui comunque si forma l’immagine.
Gli organi come la retina hanno un’elevata densità di mitocondri ed hanno un alto fabbisogno energetico, quindi la disfunzione Mitocondriale è legata a malattie oculari legate all’età, come l’atrofia ottica, quindi la malattia genetica causata da mutazione nel DNA Mitocondriale porta ad una perdita progressiva della vista ma anche la maculopatia o il glaucoma.
Lo stress ossidativo Mitocondriale contribuisce alla degenerazione della retina e del nervo ottico e, come si fa a compensare questo in strategie antiage?
Come al solito si parla di antiossidanti, di co-enzima Q10, la vitamina C, il Resveratrolo, ma anche la gluteina, l’acido alfalipoico appunto e l’Astaxantina, questi proteggono i mitocondri retinici dai danni ossidativi.
Come facciamo a sapere come funzionano, quanti ce ne sono e così via?
Ci sono delle tecnologie molto importanti, per esempio c’è la Micro-ottica:la Micro-ottica consente di osservare i mitocondri a livello sub-cellulare, ci sono tecniche di imaging avanzate, come la microscopia a fluorescenza o la microscopia confocale.
Questi studiano la dinamica dei mitocondri, la fissione, la fusione, la mitofagia, quindi quando si dividono, si fondono, vengono recuperati e possono valutare quindi l’efficacia dei trattamenti specifici.
Ci sono poi tutta una serie di altre sostanze di cui abbiamo parlato e ne parleremo ancora che hanno un effetto sia diretto che indiretto, alcune dirette come abbiamo parlato del Resveratrolo e così via, ma soprattutto anche quello indiretto, tutti gli antiossidanti, tutte le sostanze che vanno contro le specie reattive dell’ossigeno ed abbiamo visto che la stragrande maggioranza delle sostanze di cui parliamo per l’antiage, per l’antinvecchiamento, hanno effetto in questi ambiti.
Nel resto dei mitocondri avvengono le principali reazioni dell’organismo e, quindi, è lì che vengono a formarsi queste sostanze inevitabili a seguito di queste reazioni chimiche, che devono essere comunque tenute a bada per evitare uno invecchiamento accelerato di tutto l’organismo.
Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.
Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, ad una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti.
Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita.
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