La Pirrolochinolina Chinone o PQQ, è una sostanza che ha un potente effetto senolitico.
Il PQQ è una sostanza specifica, un composto bi-attivo che si sta guadagnando sempre più un posto di rilievo nel campo della nutrigerontologia, perché ha proprietà, appunto, senolitiche e migliora la salute mitocondriale.
Il PQQ è noto anche come Metoxatina ed è una molecola naturale che è presente in piccole quantità in alimenti come spinaci, kiwi, soia fermentata, il tè verde ed il latte materno.
Inizialmente è stata considerata come una vitamina, ma oggi è classificata come un fattore di crescita non vitaminico essenziale per diversi processi biologici tra cui la mitocondriogenesi, cioè la formazione dei nuovi mitocondri, la crescita, la riproduzione e la protezione cellulare.
La PQQ è particolarmente nota per la sua potente azione antiossidante e, per il suo ruolo nel miglioramento appunto della funzione mitocondriale e, come abbiamo visto, dare l’ossidazione, far funzionare i mitocondri, è una delle cose importanti, uno dei pilastri dell’antiage; ma una cosa importante che fa è l’attività sulla senescenza cellulare, quindi è un senolitico, quindi è un distruttore essenzialmente di cellule senescenti.
Abbiamo già visto le cellule senescenti, spesso sono chiamate cellule zombie, sono cellule che smettono di dividersi ma non muoiono, quindi non attivano quella chiamata “apoptosi cellulare” non si suicidano e, quindi, si accumulano nei tessuti con l’avanzare dell’età.
Il problema è che queste cellule non funzionano più, se si togliessero di torno le cellule staminali, che sono presenti in ogni tessuto del corpo, ne creerebbero di nuove, di giovani e quindi queste farebbero il lavoro che facevano una volta quelle che sono diventate senescenti.
In più le cellule senescenti rilasciano molecole pro-infiammatorie, si parla di Sasp, cioè un fenotipo particolare che sta per “Senescence Associated Secretory Phenotype” e questi alimentano quello che è chiamato inflammaging; abbiamo visto che è lo stato infiammatorio cronico, che va ad accelerare perché è sempre accesa a basso livello questa infiammazione e, quindi, accelera tutte le malattie legate all’età come il diabete, le patologie cardiovascolari, patologie neurodegenerative ed anche i tumori.
I senolitici, quindi, abbiamo visto cosa sono: sono dei composti, delle sostanze capaci di eliminare selettivamente solo le cellule senescenti, quindi vanno ad attivare questa apoptosi, questa morte cellulare programmata e non vanno a danneggiare le cellule sane.
La PQQ si distingue in questo contesto perché ha la capacità di agire indirettamente come senolitico e poi, chiaramente, supporta la salute mitocondriale, riduce quindi lo stress ossidativo.
Lo stress ossidativo, fra l’altro, se viene ridotto, è un fattore chiave nella formazione delle cellule senescenti, quindi riduce anche il tasso col quale cellule che sono buone diventano senescenti.
A differenza di altri senolitici che abbiamo visto come il Dasatinib e la Quercetina, queste inducono direttamente l’apoptosi delle cellule senescenti, la PQQ agisce in modo complementare, quindi cosa fa? Promuove la rigenerazione cellulare, appunto, attraverso la biogenesi mitocondriale.
Come abbiamo visto i mitocondri sono un po’ le centrali energetiche, i generatori di corrente delle cellule, nel nostro esempio nella nave da crociera, sarebbero appunto i generatori che fanno la corrente per tutta la nave.
I mitocondri sono quelli che producono l’ATP, l’adenosintrifosfato, che è una principale fonte di energia per tutto l’organismo.
Con l’invecchiamento il numero e l’efficienza di mitocondri diminuiscono; ricordiamoci, i mitocondri sono come dei batteri che sono stati catturati tanti milioni, miliardi di anni fa, nelle cellule eucariote, quelle come le nostre e succede che agiscono veramente come il generatore sulla nave.
Quindi ogni cellula al suo interno ha un certo numero di mitocondri e questo numero è abbastanza dinamico, varia in base alle richieste del mondo esterno, se si fa esercizio rapidamente se ne producono di altri.
Il problema è che se il numero e l’efficienza di questi mitocondri diminuiscono questo cosa fa? Produce stanchezza, declino cognitivo e vulnerabilità alle malattie.
La PQQ, questa sostanza stimola la formazione di nuovi mitocondri, attivando dei percorsi specifici metabolici che sono regolatori chiave della biogenesi mitocondriale.
Alla fine questo processo non è che aumenta soltanto l’energia cellulare, ma riduce, appunto, l’accumulo di cellule senescenti, quindi migliora la funzionalità dei tessuti.
Per quanto riguarda l’azione antiossidante, la PQQ è un antiossidante estremamente stabile e, quindi, è capace di neutralizzare i radicali liberi in ambienti sia acquosi che lipidici.
Abbiamo visto che c’è una differenza fra le cose che hanno familiarità per l’acqua o per i grassi, questo funziona dappertutto e supera in efficacia vitamine come la C e la E addirittura.
Questo, in più, va a proteggere il DNA mitocondriale dallo stress ossidativo; abbiamo visto i mitocondri, per la loro attività di produzione di energia con l’ATP, producono un sacco di sostanze molto negative come le specie reattive dell’ossigeno.
Spesso si è detto dei mitocondri come se si sparassero nei piedi con un mitragliatore mentre lavorano, essenzialmente!
Quindi lo stress ossidativo va poi a danneggiare anche il DNA mitocondriale, che abbiamo visto è un DNA separato, i mitocondri sono proprio dei simbionti, come fossero dei batteri catturati nelle nostre cellule.
Quindi, questo stress ossidativo, se andiamo a ridurlo, proteggiamo anche il DNA dei mitocondri, quindi non si danneggiano e non c’è bisogno di sostituirli così di frequente.
In più ha un effetto di neuro protezione e supporto cognitivo, quindi la PQQ protegge le cellule cerebrali dai danni ossidativi e dalla tossicità indotta da proteine come la beta-amiloide.
Le proteine beta-amiloidi sono quelle associate all’Alzheimer e protegge anche da un’altra cosa che è l’alfa sinucleina, che è legata invece, in questo caso, al Parkinson, entrambe sono cose molto pericolose, molto brutte.
Studi preclinici hanno dimostrato che la PQQ migliora le performance cognitive e può ridurre il rischio di declino neurologico legato all’età, quindi sta diventando, questa molecola, molto di moda.
Diversi studi recenti hanno mostrato che la PQQ stimolando la mitocondriogenesi e riducendo lo stress ossidativo, migliora la funzione fisica, la salute cardiovascolare e quindi la longevità.
Quello che si è visto in diversi studi è che la salute del cervello, essendo migliorata, quello che migliorano sono anche la memoria e la concentrazione.
La PQQ è presente, come abbiamo visto, in piccole quantità in alimenti come kiwi, spinaci, tè verde, soia fermentata, ma come per tutti gli integratori di cui parliamo, le concentrazioni che ci sono in natura sono spesso insufficienti per ottenere degli effetti terapeutici significativi.
Integratori di PQQ hanno dosaggi tipici di 10-20 mg al giorno e quindi offrono una fonte affidabile e controllata di queste sostanze.
C’è un problema, perché l’assorbimento intestinale della PQQ è relativamente basso, addirittura il 5-10 per cento nell’intestino tenue e questo richiede, quindi, formulazioni avanzate come la PQQ fitosomiale, questo fa sì di migliorare la biodisponibilità.
Le ricerche in corso si stanno concentrando su delle coorti, cioè dei gruppi più ampi di persone sulle quali vengono testati i risultati della PQQ ed anche diversi tipi di dosaggi per arrivare ad un dosaggio ottimale per tutti.
In alcuni casi la PQQ viene combinata con altri senolitici, come la Quercetina o la Fisetina e questo sembra che ne potenzi gli effetti e, quindi, questo crea delle sinergie che sono importanti.
Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.
Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti.
Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita.
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